Come cambierebbero le italiane se si ucrainizzassero?

Immaginate uno scenario in cui, improvvisamente, milioni di donne italiane si convertono ai canoni estetici e comportamentali ucraini, magari per un'improvvisa immigrazione di massa da Est, o semplicemente per influenza culturale. Immaginiamo, cioè, cosa accadrebbe DAVVERO se le donne italiane seguissero gli inviti degli uomini italiani a diventare più simili alle donne dell'est. Sarebbe un sogno oppure... Un incubo?


ANTEFATTO 

Italia 2030.

L'Ucraina, in seguito ad una sconfitta in guerra da parte della Russia, è collassata, proprio come sognavano i filorussi, ma, con buona pace dei filorussi, milioni di ucraini, dopo aver letto il mio blog,  si sono riversati proprio in Italia, innamorati di ciò che scrivo e sentendosi desiderati. 

Improvvisamente l'Italia si ritrova invasa da milioni di stranieri venuti per restare, un po' come Roma nel V secolo dopo Cristo.

Centinaia di migliaia di SUV neri e grigio metallizzato sono parcheggiati per le strade e i borghi italiani. Le loro ruote penzolano dai bordi dei marciapiedi troppo stretti, i loro portabagagli si aprono come bocche nei vicoli ciechi dei borghi rinascimentali, mentre milioni di valigie vengono scaricate in poche ore per strada da tizi biondi con le facce seriose e modi spartani. 

Le strade sono letteralmente invase da Oxane e Iryne che cercano disperatamente di prenotare una manicure o una seduta dal parrucchiere prima del tramonto, e i negozi di abbigliamento per bambini sono presi d'assalto da mamme scatenate che cercano vestitini per le figlie.

Le donne italiane, quel giorno, si risvegliano in un incubo: se vogliono trovare un marito, da oggi in poi dovranno competere con l'orda di Tanye appena sbarcate dalle pianure dell'Est. È una lotta per la riproduzione spietata, praticamente all'ultimo colpo di fon. O ti adatti o muori. 

Per prima cosa, le Carle e le Giulie cestinano le sneakers bianche, mettendole dentro delle buste della spazzatura e regalandole ai cassonetti destinati al Sud Globale. Da oggi in poi anche le tute deformi di Primark andranno nei cestini destinati ai mercatini delle pulci.

Le italiane di colpo iniziano a cercare tailleur-pantalone e abiti eleganti e fantasiosi, insieme a scarpe con tacco da coordinare a quanto sopra, per trovare un bravo ragazzo prima che compiano 30'anni e competere nel mare di slave appena giunte. 

I bar di quartiere, fino ad allora intasati soprattutto da uomini di mezza età o anziani, lasciano il posto a nail bars, luoghi in cui le Carle e le Oxane accorrono in massa per bere un tè o un caffè mentre l'estetista rifà loro le unghie. Sul retro, una cosmetologa inietta anche un po' di botox a chi ha abbastanza soldi per un refill al volo del viso.

I prezzi di listino scendono in fretta, perché l'estetica diventa un settore popolare alla portata di tutte, anziché una branca del settore lusso. 

Nel frattempo gli uomini nativi della penisola iniziano a domandarsi come dovranno comportarsi da ora in avanti con questa nuova ondata di donne impazzite e scalmanate che corrono a destra e sinistra per la penisola. Potranno ancora fare i pavoni all'interno della coppia, oppure, con una donna che spende ore e centinaia di euro al mese in estetica, dovranno evolvere e offrire solidità?

Mentre ci pensano, uno di loro viene spintonato di lato da una ragazza con i capelli rossi, che si è appena ricordata di dover ritoccare la ricrescita dei capelli prima che sia troppo tardi. L'uomo cade a terra, mentre la ragazza si infila nella porta del parrucchiere alle sue spalle.

<<Che modi! >> Protesta lui, rialzandosi. Il borgo intorno a lui è impazzito. In un angolo, tre ceffi in tuta discutono in una lingua incomprensibile qualcosa. Sente uno dei tre parlare di groshi, e si ricorda di quando la sua compagna di classe ucraina gli aveva detto che groshi significa soldi. In questa nuova realtà non c'è più spazio per caffettini al Lunik alle dieci del mattino, di discussioni di calcio e di tornei al biliardino. Le donne sono furiose e gli uomini devono produrre reddito, non stronzate. 

Verso le 19, quando gran parte d'Italia ha già cenato secondo i nuovi usi del nord-est, i viali principali delle città vengono invasi da persone che vanno a fare la passeggiatina serale. Le donne non hanno più uno stile casual-chic da milanesina che si è alzata al mattino e si è giusto data una pettinatina effortless ai capelli. Ora la perfezione estetica la fa da padrona e le strade sono piene di giraffe sui tacchi a spillo con indosso abiti da passerella. 

Mario inizia a provare una qualche nostalgia di quando Giulia andava in giro in parka e calzini di spugna bianchi da barbona, e lo mandava a quel Paese se lui la approcciava, ma almeno faceva 50/50 sul bombolone alla crema. 

I ristoranti subiscono una rivoluzione. Le donne non vogliono andare più nelle taverne trasandate dal sapore rustico.

Sognano posti instagrammabili, con volute di stoffa sui soffitti, drappeggi, tende eleganti e luci soffuse. Sfondi ideali per i loro outfit elegantissimi. Gli uomini diventano i bastoni da selfie per queste dive che sono ovunque. Quelle più ricche, le figlie di magnati e oligarchi sia ucraini che italiani, arrivano direttamente a destinazione in giganteschi SUV neri - limousine, nei cui abitacoli rimbomba musica tecno russa. 

Karma Restaurant a Kiev

Concetta, la paesana grassottella del napoletano, ha perso 10 chili. Non parla più della miglior ricetta di parmigiana, ma del nail bar di quartiere che offre la migliore onicotecnica. Da una parte Mario è contento, la sua melanzana da tonda è diventata melanzana oblunga, ma non per questo ora se lo caga di più. Anzi, se lo fila ancora meno di prima.

TIRAGGIO TOP LEVEL


Siamo nel 2033. Molte ex melanzane si sono messe a dieta. Hanno barattato un 50% di maccheroni e cornetti con uova alla coque e zuppe, diventando più longilinee. Si vestono meglio e vanno in giro elegantemente truccate. Tuttavia, il tiraggio non è diminuito come si aspettavano gli italiani a inizio "invasione", anzi, è persino aumentato. 

Mentre prima le italiane se la tiravano, nel senso che si sentivano intellettualmente superiori agli uomini - esseri mediocri, guidati da istinti grezzi e maniaci sessuali - adesso se la tirano perché hanno investito soldi e tempo nell'estetica e si attendono una contropartita. Un appuntamento con loro è diventato un conto da saldare per uscire insieme ad una figa. 

Le donne iniziano ad incutere timore e ad assomigliare a cambiali che vagano libere nello spazio. 

Giulia, in abito mini di pelle e tacco 12, con make up perfetto e dimagrita, guarda Sandro che si avvicina con lo stesso sguardo di Melania Trump mentre scruta l'orizzonte - con gli occhi ridotti a due fessure spietate - e, quando lui le è di fronte, lei lo taglia con una domanda secca:<<Dove mi porti? >>. Non più un vaffanculo da caciottara, ma una sfida aperta: vediamo quanto vali in termini di solidità. Niente buffonate. 

CHI VINCEREBBE E CHI PERDEREBBE DAL CAMBIO?

Gli italiani sarebbero più o meno felici di ora, dopo una rivoluzione culturale del genere?

La risposta non è univoca. Sicuramente molti si sentirebbero orgogliosi di far parte di una nazione dove ognuno assomiglia ad un VIP e dove ristoranti e parchi assomigliano a set cinematografici di una perfezione estetica assoluta. Ma qualcuno potrebbe sentirsi peggio di ora.  

Chi guadagnerebbe dal cambio? 

Prima di tutto gli esteti, coloro che amano la bellezza. Tuttavia essi dovrebbero essere esteti dall'animo pragmatico, perché le relazioni diventerebbero molto più transazionali di ora. I ruoli di genere diventerebbero più chiari di adesso e gli uomini, per avere relazioni, dovrebbero mettere sul tavolo soldi, status, protezione, non solo simpatia o un guardaroba curato. 

A livello economico, estetisti, parrucchieri, brand di lusso e personal trainer vedrebbero indubbiamente i loro guadagni aumentare e, penso, anche giardinieri e arredatori d'interni. 

Ecco invece chi perderebbe e vedrebbe le sue possibilità di avere una relazione diminuire ancora di più. 

Il maschio medio pigro. 

Una donna che investe tanto tempo e risorse nell'estetica alzerebbe quasi certamente l'asticella per selezionare il partner. Tutti quegli uomini che oggi basano la propria capacità di seduzione su simpatia e su una buona parlantina perderebbero mercato, o dovrebbero effettuare un restyling completo della propria immagine per tornare sulla piazza. 

Gli inclusivi "woke".

I discorsi sull'auto-accettazione, sulla body-positivity e sul comfort sopra l'estetica non verrebbero più condivisi dalla massa. Le ragazze acqua e sapone subirebbero pressioni per "sgrezzarsi" e diventare più femminili. La pressione sociale sarebbe molto forte e discussioni sull'accettazione delle proprie imperfezioni suonerebbero false e ipocrite.  

Gli spontanei. 

Tutte quelle persone che vivono di improvvisate: una pizzetta mangiata al volo, una cena improvvisata a casa, battute rilassate dal doppio senso sconcio, una capatina al volo da qualche parte nel weekend, parlantina e spontaneità casereccia lascerebbero il posto ad una società più rigida e controllata. Buona postura, uscite studiate a tavolino valutando la location oltre a prezzi e menù, organizzazione maniacale e autocensura diventerebbero la norma. Chi non sa stare al gioco passa per peracottaro. 

Le famiglie, poi, dovrebbero riservare una fetta di capitale maggiore all'estetica e al guardaroba dei figli, soprattutto se femmine e giovani, tagliando magari da altre voci, come serate in pizzeria o viaggi last-minute, perché essere belle non sarebbe più solo un passatempo, ma un dovere sociale. 

E a voi piacerebbe un'Italia meno spontanea, ma esteticamente perfetta e pulita, come un set cinematografico iper elegante? 

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