Il bluff della parità dei sessi: lo scaricabarile economico

 


In Italia lo slogan della parità fra sessi sembra essere diventato da decenni la stampella psicologica che gli uomini medi usano per liberarsi dalla responsabilità di dover essere gli unici provider all'interno della famiglia. Un'unicità che richiede affidabilità e resistenza psicologica, e che, in passato, permetteva alle donne di essere libere dal doppio turno (lavoro in casa e fuori di casa).

Spesso questa categoria di uomini (infantilizzata) si lava la coscienza con questa frase, che, ragazze, è una redflag da non ignorare in fase di conoscenza reciproca : 

<<Mi aspetto che anche mia moglie lavori, ma in cambio io l'aiuto in casa/condividiamo il lavoro domestico. >>

Se state ridendo è perché, probabilmente, riconoscete già il bluff insito in affermazioni del genere. Sapete bene che spesso, una volta sposati, l'aiuto del marito italiano in casa si limita al minimo sindacale: caricare la lavastoviglie, buttare la spazzatura, oppure aprire il frigorifero e improvvisare ogni tanto qualche ricetta veloce con quello che si ha sottomano. Il carico mentale quotidiano, però, resta quasi sempre sulle spalle della donna. Per carico mentale intendo fare e organizzare la spesa, le scadenze, l'organizzazione generale della casa, le malattie dei figli e quant'altro, in altre parole la dirigenza dell'unità familiare. Pensate che il mio commercialista in persona,  una volta, mi ha detto:

<<Per esperienza, basata su centinaia di clienti, ti consiglio di seguire tu la burocrazia, perché gli uomini sono meno bravi e attenti delle mogli e scordano tutto. Ti prego, quindi, delle scartoffie occupatene tu.>>

Il mio commercialista è un uomo e ha capito anche lui che molti uomini hanno la soglia di attenzione di una sottiletta e preferisce avere a che fare con le mogli dei loro clienti. 

Il bluff dell parità si cela anche dietro altre frasi che rivelano un'indole maschile poco incline al sacrificio e inadatta al matrimonio tradizionale e solido che, penso, le mie lettrici sognano.  Ecco la frase:

<< Oggi come oggi è diventato impossibile mandare avanti una famiglia con un solo stipendio. >>

In realtà la frase è falsissima e serve a manipolare le donne, per convincerle ad abbassare gli standard e sentirsi ok ad accasarsi con dei buoni a nulla.

Prima di tutto va notato che in Italia ci sono milioni di madri single che si trovano costrette loro malgrado a mandare avanti una famiglia con un solo stipendio, o addirittura con uno stipendio diviso a metà e rattoppato qua e là con quei pochi sussidi che offre lo Stato Italiano. Queste donne, come la mia amica Carola, il cui ex compagno se ne sbatte di lei e delle loro due figlie e per anni non ha passato nemmeno un briciolo di alimenti, devono reggere il carico mentale di un affitto, della crescita dei bambini e delle scadenze completamente da sole, con un reddito spesso inferiore a quello di un uomo medio italiano e augurandosi che il welfare non venga tagliato.

Infatti, nonostante la società italiana e quella americana si spaccino per femministe, i dati statistici mostrano che, ancora oggi, crescere in una famiglia divorziata, con una madre single, rappresenta il primo predittore di una vita adulta da poveri. In altre parole, crescere con una madre single quasi sempre segna l'ingresso in quella spirale di povertà multi-generazionale e di dipendenza dal welfare di cui ogni tanto si parla anche in Italia (negli USA se ne parla molto di più).

Quindi scegliere un marito decente psicologicamente è molto importante, non solo per la qualità della vita della donna, ma anche dei futuri figli.  Perciò "tirarsela" non è sbagliato.

In secondo, e questo è il dettaglio più importante, uno stipendio solo non basta SE si punta a mantenere uno stile di vita urbano occidentale, fatto di aperitivi, rate dell'auto e rate di altri prestiti di cui si sommergono le famiglie occidentali, come arredamento di lusso e crociere. 

Se si adottasse uno stile di vita più sobrio e cottagecore tante finte necessità decadrebbero e si avrebbero meno debiti. 

Per questo io consiglio sempre alle coppie che intendono vivere un matrimonio tradizionale di trasferirsi in campagna, dove le case e gli appartamenti costano molto meno, e dove, se si ha qualche risparmio, spesso non serve aprire un mutuo per comprare casa, ma basta un prestito o un piccolo mutuo di 10 anni anziché di 30.

Per fare un esempio concreto, la mia amica Ivana che ha comprato una casa indipendente in una campagna isolata paga 300 euro di mutuo decennale al mese, contro i 600 a tasso variabile di Michela, che ha acquistato in città. A Michela, poi, le banche hanno imposto il tasso variabile, col risultato che i 600 euro iniziali di mutuo sono schizzati a 800€ in seguito alle varie crisi. Ivana sta bene e ogni tanto riesce a godersi la vita e a fare qualche viaggio, appoggiandosi a dei parenti all'estero. Michela si sente con un cappio intorno al collo e non sa se mangiare o pagare le bollette con quello che le resta dopo aver pagato la rata del mutuo. 

RAFFRONTO CON L'UOMO DELL'EST

In Europa orientale spesso, per un uomo, riuscire a mantenere la donna a casa è visto ancora con una punta d'orgoglio. A molti uomini slavi piace essere la colonna portante della famiglia e spesso possedere un appartamento (anche se si tratta solo di un piccolo appartamento sovietico ereditato dalla nonna) e avere un lavoro e un'automobile è visto come il minimo di base per presentarsi ad un appuntamento con una donna e proporle qualcosa di serio.  In altre parole è il MINIMO di base per qualificarsi come potenziale marito, mentre in Italia gli uomini si trincerano dietro la scusa della parità dei sessi per fare meno del minimo. 

Analizzando oggettivamente la situazione, posso dire che, mentre l'uomo dell'est è rimasto legato al ruolo di fornitore e difensore, quello italiano è diventato un coinquilino e uno splitter (cioè uno con cui condividere i conti). 

Mi domando cosa ci trovino le donne italiane moderne negli uomini italiani moderni, ma penso che la risposta più onesta sia :<<Ben poco.>> dato che non si sposa più nessuno. 

IL BLUFF DELLE DONNE STRANIERE PIÙ TRADIZIONALI

Molti uomini italiani e anche americani, non riuscendo più ad attrarre le connazionali, hanno ripiegato sulle straniere, spesso descrivendole come più tradizionali. Ma, in base alle mie interviste svolte a donne straniere (soprattutto baltiche e russe) sposate con uomini italiani, la realtà è ben diversa e molto più inquietante. 

Queste donne non sono più tradizionali di quelle italiane, in realtà italiane e russe sono molto simili su tanti fronti. Anche in Russia le donne tengono molto alla famiglia e spesso cucinano e puliscono bene e accompagnano volentieri i figli ad attività pomeridiane. Le est europee, però, spesso provenivano da contesti di profondo disagio economico ed erano attratte dall'idea (soprattutto negli anni '90 e 2000) di sposare un uomo italiano/occidentale benestante per vivere meglio.

Il fenomeno oggi è in decrescita, ma riguarda ancora un ristretto numero di donne dell'Est provenienti dai contesti più impoveriti o da zone di guerra con l'economia devastata. 

Per un uomo italiano fare dating in Est Europa è stato a lungo semplicemente più economico. Oggi la nuova frontiera di questi pellegrini si è spostata ancora più lontano, in Thailandia, nelle Filippine o in Colombia o persino in alcuni Paesi africani come la Nigeria o il Kenya. 

Con pochi soldi questi uomini potevano e possono spacciarsi per benestanti e offrire cene e shopping a donne più giovani in posti inaccessibili all'uomo local medio. Tuttavia, una volta riportata la moglie in Italia, lei scopre a sue spese la realtà sul campo: deve spesso lavorare dentro e fuori casa, e suo marito si rivela essere una persona mediocre, non così tanto ricco, magari con debiti o con forti inadeguatezze caratteriali, tirchio o mammone.

Alcune mogli russe e baltiche che ho intervistato si sono ritrovate - così mi hanno raccontato - isolate e controllate economicamente in un Paese straniero, sfruttate come domestiche e badanti gratuite per la famiglia di lui e, spesso, sono state costrette anche a lavorare fuori di casa o nei campi della famiglia di lui. 

Quindi, ragazze, il mio consiglio è che accantoniate tutta questa retorica sul femminismo e sulla parità è guardiate ai fatti reali.

Vi conviene molto di più trovarvi un uomo responsabile e gran lavoratore, anche se con mentalità vintage, ma che garantisca a voi e ai vostri figli una vita serena e, non dico benestante, ma abbastanza tranquilla, e che liberi voi, una volta madri, dal peso del doppio turno. Anche perché vi garantisco che, una volta che avrete dei figli, al 90% vorrete stare con loro e seguire voi la loro crescita, anziché palleggiarli fra una baby-sitter, un asilo, una colonia, una zia e una vicina di casa in triplo salto mortale per correre ad essere sfruttate in qualche lavoretto nei servizi, magari uno di quei lavori su turni che impegnano anche feste e fine settimana. Almeno fino a che il mercato del lavoro non verrà riformato a misura di mamma e di famiglia, dovremmo arrivare questa sorta di sciopero collettivo. 




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