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Lui paga per le asiatiche, ma non per la femminista. Ecco perché.



Ecco a voi un caso reale ed eclatante, paradigma dei danni che produce il femminismo moderno sulla psiche e la vita delle persone contemporanee, donne incluse. Oggi spiegherò, partendo da una storia vera, perché lo stesso uomo tirchio con la fidanzata femminista si riveli in seguito generoso con le ragazze asiatiche. 

FRUSTRAZIONE DI UNA FEMMINISTA 


Una donna italiana, bellissima e colta (parlava quattro lingue), tempo fa mi scrisse di aver avuto una relazione pessima con un uomo olandese (gli olandesi sono il peggio della cultura liberale occidentale e io li sconsiglio, ma a determinate condizioni funzionano anche loro). 

La loro relazione si era basata, fin dagli esordi, su principi femministi, di equità e libertari: entrambi avrebbero lavorato e contribuito a metà alle spese, entrambi avrebbero perseguito, proprio come aveva messo in chiaro lei subito, uno stile di vita child-free, quindi niente figli, solo viaggi e ristoranti e stile di vita medio-alto in uno dei Paesi più ricchi al mondo, i Paesi Bassi. Tutto avrebbe dovuto funzionare per il meglio, come da manuale di relazioni moderne ed emancipate, o forse no?

No. Ed ecco perché. 

La relazione, iniziata con aspettative rosee da parte della femminista italiana giunta in Europa Nord-occidentale insieme ad un uomo olandese femminista e progressista, è stata invece un fiasco totale: progressivamente lui si è spento, è diventato depresso ed è finito persino in psicoanalisi, sebbene lei fosse una brava ragazza che non gli ha mai chiesto un centesimo di troppo. 

Durante la psicoanalisi, lui ha persino dichiarato più volte di sentirsi ostile al mondo occidentale, tuttavia non ha avuto la capacità di lasciare la compagna, alla quale ha fatto sprecare tempo prezioso, unica cosa che non torna mai indietro.

Lei, da parte sua, pur avendo frattanto fatto carriera e aver guadagnato abbastanza denaro, cova ancora un certo risentimento per il fatto che, mentre lei si impegnava sul lavoro e pagava tutto a metà, gestendo gli umori di un depresso, altre donne - thailandesi, ucraine e ungheresi - sembravano riuscire a farsi pagare tutto e farsi trattare da regine dagli stessi uomini olandesi, spagnoli o rumeni con i quali lei era entrata a contatto nei Paesi Bassi, godendosi la vita a mille con uomini vitali e generosi. A loro gli uomini riservavano soldi e favori, mentre a lei i piatti di lavare, metà delle bollette da pagare e le lagne mentali di un olandese depresso da gestire. 


<< Perché gli uomini a ME trattano male e mi sfruttano anche economicamente, mentre ad altre che non contribuiscono in nessuna maniera alle spese, le trattano da regine? >> Mi ha chiesto più volte lei, in preda ad un autentico sentimento di angoscia, al limite del pianto. E, se state ridendo, credetemi: non è bello. Non è bello perché queste donne sono vittime di un'illusione che è stata spacciata loro per libertà e felicità per decenni peggio della droga. 

Ma ecco la brutale verità: un uomo non investe soldi in una donna che si disimpegna dal suo compito biologico principale, ossia avere dei figli da lui e custodirne la stirpe. In altre parole, un uomo non investe in una donna,  senza avere un ritorno, e il ritorno più grande che solitamente cerca un uomo sono dei figli. Ed è giusto così. I due generi sessuali sono complementari, i due poli servono per creare la vita e custodirla, non per andare a mangiare al ristorante tre volte al mese.

L'uomo occidentale, poi, è diventato in media particolarmente pigro, poiché le donne emancipate lo hanno abituato che sesso e divertimento si possono ottenere anche senza compiere grossi sforzi, praticamente a gratis. E, se pensate che non è vero e che in Italia è difficile fare sesso, beh, guardatevi intorno. In nessun altro tipo di società il sesso svincolato da matrimonio e patrimonio è così sottomano tanto quanto in Occidente.

Perché investire denaro ed energie in una relazione che:

A) non genera figli e quindi non produce futuro, ma si limita alla condivisione di piaceri materiali momentanei?

B) Dove la donna stessa mette in chiaro di non avere bisogno di un uomo e contribuisce in prima persona alle finanze?

Agendo in quel modo, lui (chiamiamolo Erik) ha impostato la loro relazione secondo le istruzioni fornite proprio dalla nostra connazionale. Ma nessuno dei due è rimasto contento del risultato raggiunto, anzi sono finiti a pasticche antidepressive entrambi. 

PERCHÉ GLI OLANDESI TIRCHI PAGANO PER LE ASIATICHE, MA NON PER LE FEMMINISTE?

Resta la domanda della mia lettrice in Olanda: perché quegli stessi olandesi che fanno i tirchi con le donne occidentali progressiste, e a volte le tradiscono pure con slave o asiatiche, poi spendono per queste straniere anche molti soldi e a volte si fanno pure comandare da loro, sebbene queste non contribuiscano economicamente per niente?

Qui bisogna analizzare freddamente le differenze psicologiche fra uomo e donna, differenze che il femminismo si ostina a negare. 

Perché queste donne attivano negli uomini l'istinto del salvatore ed essi si riscoprono biologicamente utili. Purtroppo, come dice giustamente la mia amica, a volte si fanno anche infinocchiare, perché non tutte queste donne hanno intenzioni oneste. Ça va sans dire che non tutte le donne, di qualsiasi nazionalità esse siano, sono per bene. Ma gli uomini sembrano più propensi a voler rischiare per una donna media asiatica che per la femminista media occidentale. 

Dire ad un uomo che non si vogliono figli con lui significa schifarne il DNA e reputarlo inadatto a tramandare i geni e ad avere una discendenza. Penso che sia l'insulto più grande che si possa rivolgere al proprio compagno e sinceramente, se fossi un uomo, mi offenderei moltissimo. È più onesto interrompere subito la relazione. 

Erik chiedeva alla fidanzata femminista di fare "Tikkie" (cioè 50/50) pure su un caffè, da vero "tirkie", perché un uomo non investe in una donna se non percepisce in lei un progetto futuro insieme. In assenza di esso, la relazione diventa un registro contabile. 

Mancando la continuità della stirpe, un uomo vede la propria campagna come un bene temporaneo a noleggio, un bene a scadenza, sul quale non vale la pena investire. Erik non ha mai percepito la nostra connazionale come una moglie, ma solo come una splitter di bollette con la quale divertirsi finché il trasporto dura. In genere solo per pochi anni. 

DA INDIVIDUO A PATRIARCA.

Quando una donna offre al compagno la possibilità di avere dei figli, egli passa da essere un individuo singolo ad essere un padre con una stirpe. Diventare padre provoca nell'uomo un fortissimo senso di validazione e prestigio sociale, non solo da parte della donna, ma anche di fronte agli altri uomini. "I made It!". 

Questo senso di validazione spinge gli uomini a voler guadagnare e costruire di più, e persino ad andare in guerra per proteggere ciò che ha costruito a casa.

Quando una donna dichiara di non voler figli dal compagno, gli sta comunicando inconsciamente che la sua genetica finisce lì. È un insulto castrante che spegne l'uomo e lo azzera, o addirittura lo fa regredire in un'eterna adolescenza. 

IL DIRITTO AL MANTENIMENTO

Una donna che sceglie di avere dei figli, soprattutto se più di uno, investe gli anni più produttivi della sua vita non nel mercato del lavoro, ma nel generare e crescere dei bambini.

Da questo ruolo deriva una compensazione da parte del marito sottoforma di mantenimento. Il mantenimento della moglie è una compensazione economica per il fatto che lei sta costruendo capitale umano con geni del marito, anziché capitale economico, durante i suoi anni più produttivi, generare patrimonio, invece, è missione del marito. I beni del marito, però, non sono solo suoi: appartengono a tutta la famiglia e lui non può privare la moglie dell'accesso al denaro, cosa che configurerebbe il reato di violenza economica. 

IN CONCLUSIONE

La nostra connazionale ha sposato l'ideologia femminista nella sua versione più estrema, quella child-free, ma, allo stesso tempo, non ha ben digerito la vera parità quando si trattava di dividere il conto alla romana. In più è evidente che soffre per la mancanza di romanticismo e per il ritrovarsi sempre con uomini inadeguati: depressi, disimpegnati, freddi e traditori, ma non comprende che la sorgente di queste dinamiche malsane è proprio la sua personalità femminista e la sua rinuncia a diventare madre. 

Il più grande potere negoziale delle donne consiste proprio nel poter offrire ad un uomo una prole, potere al quale lei però ha abdicato, per inseguire il successo economico. 

Le donne asiatiche, invece, spesso non sono femministe, cercano ancora un provider e offrono all'uomo la possibilità di avere una stirpe. Spesso si sposano giovani. Le donna thailandesi, secondo i dati statistici disponibili online, partoriscono il primo figlio a 27 anni, le vietnamite e le filippine a 23 e mezzo. Nonostante la fecondità sia in calo anche in questi Paesi, specialmente nelle grandi città thailandesi, la media di figli per donna si aggira ancora sui 2 figli per donna, e si tratta di minimi storici. L'unica eccezione è la Thailandia, che ha livelli di fertilità molto più bassi di Vietnam e Filippine. La Thailandia, infatti, inizia ad essere un Paese molto occidentalizzato, nonché capitale asiatica del turismo sessuale. Chi vuole sposarsi punta ormai molto più su Filippine e Vietnam, e con una buona ragione.

Veniamo al confronto impietoso con le donne italiane e olandesi femministe, così si capirà il comportamento di Erik. In Italia le donne partoriscono in media solo 1,2 figli per donna e la ragazza del racconto non ne voleva affatto. Le olandesi partoriscono in media 1,4 figli per donna, ma molte donne olandesi sono in realtà immigrate, quindi le statistiche nazionali sono falsate. In più le donne italiane e olandesi fanno il primo figlio, se è quando lo fanno, molto più tardi delle asiatiche, in media intorno ai 31 anni, quindi quasi un decennio dopo le filippine e le vietnamite.

In conclusione, Erik - e molti altri uomini occidentali - non pagano per la fidanzata femminista, perché non la sentono come la propria moglie. Preferiscono donne dalla femminilità più tradizione, che mettono sul tavolo la costruzione di una vera famiglia e una femminilità vera, fatta di cura, bellezza e devozione, e non una gara a chi guadagna di più e riesce a pagare prima le bollette. Un vero uomo non ha bisogno di una stampella per pagare le bollette o far quadrate i conti: ha bisogno di una regina, di una futura madre per i suoi figli, e nessuna femminista è in grado di attrarre questo tipo d'uomo, dato che le femministe agiscono su di loro come un spray repellente agisce sulle zanzare. 




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