Il post di oggi nasce da una riflessione stimolata dai messaggi di alcune lettrici e amiche che frequentano o che sono sposate con ragazzi dell’ex URSS.
Parliamo di un tema tanto affascinante quanto delicato: l’ansia sociale che molte ragazze italiane (ma anche expat slave) provano quando si trovano nei paesi post-sovietici o a contatto con le loro comunità expat.
Chiara, un’italiana fidanzata con un ragazzo ucraino, mi ha confessato di sentirsi perennemente sotto esame davanti alla suocera, al punto da andare in blocco e non riuscire quasi più a parlare.
Io stessa, a volte, provo un leggero disagio quando mi trovo in mezzo a expat ucraini, soprattutto se sono presenti degli uomini, e divento subito profondamente introversa.
Sui social, poi, il fenomeno è evidente: tantissime ragazze russe e bielorusse che vivono in Europa ammettono che, pur provando nostalgia per la terra natale, non tornerebbero mai a vivere nei loro paesi d'origine. Il motivo? Una competizione femminile spietata, che causa loro un'insicurezza perenne, e la sensazione che trovare un uomo in Occidente sia molto più facile.
Qualche giorno fa mi è capitato sotto gli occhi il reel di una ragazza bielorussa che diceva chiaramente: «Non tornerei mai a vivere nel mio Paese, e ho sposato uno straniero perché lì sarei considerata "una cessa", mentre qui sono reputata carina». Sotto al video, decine di donne russe e ucraine hanno commentato confermando: «Chi non ha vissuto lì non può capire». Ma cosa c’è di vero in tutto questo?
Il paradosso delle italiane fidanzate ma con ansia sociale
Esiste un clamoroso paradosso. Da un lato, le ragazze italiane che mi scrivono hanno tutte un uomo dell'Est; dall'altro, TUTTE loro hanno ammesso di aver provato ansia sociale almeno una volta, durante i viaggi lì o frequentando le comunità post-sovietiche in Italia (un discorso simile si applica anche agli altri Paesi slavi, ma credo che in Ex URSS si registri il picco).
Gli scenari che mi avete raccontato sono speculari e comicamente comuni:
- Il fattore suocera: La sensazione di essere costantemente giudicate sulla propria femminilità o sulle capacità domestiche dalla matriarca. Alcune ragazze mi hanno confessato di andare in blocco totale in presenza della suocera slava e di non riuscire più a parlare.
- I gruppi di amici locali: La sensazione di disagio provata in comitive di expat (e non solo) in cui erano presenti anche uomini ucraini/russi.
- La "guerra fredda" all'università: Studentesse russe che guardano con aperta ostilità la ragazza italiana/straniera, colpevole di aver "portato via" un connazionale maschio (sebbene a parole li disprezzino).
- Il fantasma delle ex: Il confronto continuo con ex fidanzate del partner, descritte come "troppo fighe", sempre impeccabili e super curate.
- La pressione maschile: Una donna ucraina mi ha confessato di essersi sempre sentita a disagio e in blocco in presenza degli uomini del suo stesso Paese.
Il paradosso: marito slavo acquisito, autostima infranta
Ecco il più grande dei paradossi: conosco ragazze italiane che stanno con uomini slavi perfettamente realizzati e inseriti nelle società in cui vivono. Donne che, teoricamente, "ce l'hanno fatta". Eppure, sono profondamente insicure. La tanto sbandierata sicurezza delle italiane sembra sgretolarsi non appena mettono piede nei paesi dell'ex URSS.
Vi faccio un esempio personale. In Italia sono considerata una ragazza sopra la media estetica; eppure, non appena entro in contatto con i connazionali di mio marito, inizio a vedermi mille difetti addosso, e non parlo solo di estetica. Ho costantemente paura di dire una stupidaggine o di commettere una gaffe. Com’è possibile? Sembra di essere costantemente in presenza del Presidente della Repubblica. Davvero, i loro uomini hanno qualcosa che mette veramente a disagio e "make you humble" anche se non dicono niente.
Condizionamento sociale: un'asticella decisamente fuori di testa
| Il'ya Mitel'man, industriale russo di 50'anni, e sua moglie di 20'anni, ex Miss Russia e Miss Eurasia |
Analizzando i trend e i contenuti sui social, ho capito una cosa banale ma d'impatto: in Est Europa l’asticella è semplicemente posizionata a un'altezza folle. I modelli ideali proposti dai loro media e dalle loro società ruotano attorno al mito dell’oligarca miliardario che sposa la modella internazionale (spesso con 20 o 30 anni in meno) e la vizia all'infinito.
Ma attenzione, perché la modella in questione non è solo bella: ha due lauree, parla cinque lingue, è alta 1.78 e pesa 52 chili. Ragazzi, parliamoci chiaro: è pura follia. È tossicità allo stato puro.
Questa pressione sociale immensa, però, non risparmia nessuno e crea dinamiche pesantissime per entrambi i sessi:
- Per gli uomini: Devono avvicinarsi il più possibile al mito del "miliardario" generoso/cavaliere bianco. Le nuove generazioni di ragazzi ucraini e russi sono impeccabili: vestiti bene, spesso con brand di lusso, e ossessionati dallo status. Devono avere una bella macchina, una casa di proprietà e un business avviato (in slang "mashinu i kvartiru"). Conosco tantissimi ragazzi ucraini che fanno due o tre lavori pur di mantenere uno standard di vita elevato. E, ovviamente, devono essere generosi: l'uomo deve pagare tutto, ma proprio tutto, alla propria partner. Io seguo una content creator italiana sposata con un ucraino e lui la fa vivere da Dio, la porta nelle spa di lusso a Bukovel, nei ristoranti a Kiev, lei è tutta rifatta e vestita bene. E lui anche è un gran figo.
- Per le donne: Per spingere gli uomini a farsi carico di un peso economico così immenso, la contropartita richiesta alle ragazze è l'eccellenza assoluta. Devono essere bellissime, dai modi impeccabili, cuoche provette e orientate alla famiglia, ma anche colte, poliglotte e con qualche "interesse interessante". Il modello ideale sembra essere un mix surreale tra una top model di Victoria's Secret e una contessa della corte dei Romanov, in versione moderna.
Lo stigma sulle occidentali e la nostra "carta jolly"
In questa corsa al massacro, noi donne occidentali partiamo purtroppo svantaggiate da un forte pregiudizio. Nell'immaginario collettivo dell'Est, le europee sono spesso percepite come mediamente trasandate, poco femminili e incapaci persino di preparare un panino al marito, mentre i mariti si aspettano che, in cambio del mantenimento, lei gli cucini piatti complicati e si tenga figa, e ovviamente che gli faccia 2-3 figli.
Dalla nostra parte, però, abbiamo una carta jolly: veniamo dall'Unione Europea. Rappresentiamo un blocco di paesi percepiti come civili, colti, dove i diritti e i servizi funzionano (anche se ai loro occhi risultiamo un po' noiosi e soffocati dalla burocrazia).
Questo genera una situazione incredibilmente ambivalente: gli uomini slavi sono attratti da noi e dal nostro background, ma allo stesso tempo ci giudicano e pensano di essere giudicati a loro volta (spesso sono terribilmente insicuri sul loro stipendio e su che tenore di vita possono offrire ad una donna occidentale). E, senza che ce ne accorgiamo, finiscono per proiettare su di noi le stesse identiche pretese e insicurezze che logorano le loro connazionali, ma anche loro si logorano da soli.
Si genera così un cortocircuito mentale pazzesco: parliamo di donne italiane che questi partner slavi li hanno già conquistati, eppure non si spiegano nemmeno loro come ci siano riuscite o perché siano state scelte. Vivono con la costante sensazione di aver avuto un colpo di fortuna irripetibile, autoconvincendosi che, se la storia dovesse finire, avrebbero zero possibilità di trovare un altro uomo slavo, perché ci sono troppe donne in giro e la barra è troppo alta (sia inteso, non tutte le slave sono fighe, molto lavorio è anche psicologico). Soprattutto in seguito alla guerra le condizioni sono anche peggiorate.
Eppure, voglio essere del tutto onesta con voi.
Nonostante quel sistema sociale sembri folle e spietato, c’è un lato della medaglia che mi affascina. Mi piace camminare per strada e vedere uomini e donne che si curano, che celebrano il bello e che non escono di casa in tute deformi e pigiama. E mi piace anche il tipo di uomo che quel mondo produce: sono uomini ambiziosi, stacanovisti, disposti a fare i salti mortali pur di non far mancare nulla alla famiglia. Sanno essere incredibilmente generosi, protettivi, affascinanti. Hanno quel modo di fare vecchio stampo che vizia la donna e la fa sentire al centro del mondo.
Insomma, è il classico caso in cui la testa ti dice che è una follia, ma il cuore (e l'istinto) non possono fare a meno di esserne schiavi.
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