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L'hygge, ossia l'arte nordica della felicità

Quello dell'hygge è un concetto danese: il verbo  hyggja, infatti, significa "pensarsi felici e soddisfatti" . Ma, oltre che una parola, l'hygge è un'arte, cioè l'arte del creare e trovare la felicità nelle piccole cose, cose semplici e alla portata di tutti che vi illustrerò fra poco. Ma, prima, farò una piccola premessa che vi farà capire perché parlo di hygge su un blog che tratta di cultura slava. 

L'hygge e il mondo slavo
Nonostante a rendere l'hygge famoso siano stati i danesi, il concetto che sottende questa corrente di pensiero esiste anche nel mondo slavo, soprattutto in quei paesi molto freddi e con lunghi inverni gelidi quali Russia, Bielorussia, Ucraina, Polonia, ecc.
L'hygge, infatti, altro non è che l'arte del trovare la felicità al nostro interno, non solo dentro noi stessi, ma anche dentro la nostra casa, per esempio rendendo la nostra abitazione un luogo caldo e accogliente, grazie a decori naturali, legno e tappeti. Hygge è anche creare calore intorno ad un tavolo, assieme ai nostri familiari ed amici, ed è anche la capacità di creare momenti di qualità.
È in questo modo che, ad esempio, in Russia si sopravvive ai lunghissimi inverni rigidi e bui. Nonostante tutti i popoli nordici appaiano freddi a noi latini, ogni vero nordico sa come creare un'atmosfera hygge e come essere hyggelig con i propri amici e familiari. Ed è per questo che, molti italiani, quando si recano in Scandinavia o in Est Europa restano rapiti dalla naturalezza, semplicità e giovialità delle persone, apparentemente fredde ma in realtà molto amichevoli.

L'arte dell'hygge

Noi italiani dovremmo proprio imparare l'arte dell'essere hyggelig, cioè del pensarsi soddisfatti e del creare felicità da soli, senza aspettare che questa piova magicamente dal cielo o sia contenuta in qualche pillola magica. Quest'arte mi aiuta nella gestione della casa, della famiglia, dei rapporti interpersonali e nelle relazioni. Infatti è l'arte di essere felici E di mettere le persone a loro agio. Noi italiani siamo un popolo di lamentosi, gente che vede il bicchiere perennemente mezzo vuoto. Ci destiniamo all'infelicità da soli. Invece i nordici ci insegnano che la felicità è qualcosa che esiste dentro di noi e che va cercata non nei soldi, ma in alcuni momenti, scorci e pensieri lieti. La felicità è: guardare il fuoco in un camino assieme al proprio amato, osservare l'oceano, gocce di rugiada nel bosco, shashlik e vodka insieme agli amici (o vino, se siete italiani DOP), una passeggiata assieme ai propri figli, guardare le stelle sdraiati in terrazzo. Tutte queste cose sono hyggelig, se il nostro atteggiamento, mentre le compiamo, è di gratitudine verso la vita. La felicità deriva da relazioni ricche e da momenti piacevoli, possibilmente stando a contatto con la natura.
Ne parlavo con un russo, credo fosse un siberiano, il quale dopo un po' mi disse che possedevo un'anima russa, al punto che non credeva che fossi italiana. In realtà sono italiana, ma da sempre sono appassionata di cultura nordica. L'ho studiata bene per anni e l'ho fatta mia da tantissimo tempo, anche se, a volte, l'italianità esce fuori!

Una casa hyggelig
Una cosa che renderà felici le donne appassionate di arredamento è che è possibile arredare la nostra abitazione in modo che sia più hyggelig, ovvero predisposta a creare un'atmosfera calda e conviviale, capace di mettere a loro agio voi e gli eventuali ospiti. 
Di nuovo, torniamo alle case russe. Esse contengono molto legno e molti tappeti, indispensabili per isolare l'abitazione dal freddo. Spesso contengono anche una stufa. Le stufe tradizionali ucraine hanno anche un posto...letto! In passato si stendeva un materasso in questo spazio posto sopra la stufa e si stava belli al caldo tutta la notte!
Per creare una casa hyggelig occorrono materiali caldi e naturali, come la lana, il legno, la pietra, i tappeti, e decori accoglienti, come fantasie scozzesi, candele, lucette, pigne... 
Non occorrono molti soldi per questo tipo di arredamento, ma vi assicuro che renderà la vostra casa caldissima e molto "cozy", per dirla all'inglese. Quando dovevo scegliere come arredare la mia non ho avuto dubbi: sarà hygge! E siccome amo la cultura slava, ho aggiunto anche matrioske, icone e pisanke.

Il giusto atteggiamento

La cosa più importante per creare hygge, però, non la si può comprare: è il giusto atteggiamento da avere nella vita e, soprattutto, nei momenti che si decide di voler trascorrere in modo hyggelig. Significa creare momenti di qualità, nei quali si vuole stare bene e ci si vuole sentire soddisfatti.
Quando ci si siede a tavola, per esempio, si dovrebbe evitare di parlare di problemi , di lamentarsi e di angustiare gli altri (capito, italiani?). In effetti è difficile che i vostri familiari vi potranno aiutare a risolvere i vostri problemi, e, se anche potessero, una cena di famiglia organizzata per stare bene insieme non sarebbe il momento migliore per parlarne (meglio una passeggiata in solitaria con il diretto interessato). Insomma, dimenticate il lamentarsi solo per il gusto di lamentarsi, l'annoiarsi volontariamente, lo snobismo, tutti mali che affliggono gli italiani e le italiane e che li rendono spesso insopportabili all'estero!
Prendete gusto nella vita. Pensate ai vostri problemi come a sfide da superare, come a dei rebus da risolvere e trovate la gioia nelle piccole cose di ogni giorno: leggere un libro davanti ad un bel lago, bere un tè con la migliore amica, fare un rilassante bagno caldo mentre fuori piove.
Con questo giusto atteggiamento quasi nulla potrà farvi sentire depressi. La felicità non è qualcosa che si trova nei soldi - no, credetemi! Ho più amici depressi fra gli svizzeri e gli italiani che fra i russi e gli ucraini.
Lasciate perdere anche il giudizio altrui. Per lo meno non curatevene troppo. Se siete rispettosi della legge ed educati, le vostre scelte non dovrebbero interessare gli altri né l'opinione degli altri dovrebbe scalfirvi.



Commenti

  1. L'articolo interessante. Quest'e' da me un po' come portare acqua al mare,ma questo libro e' abbastanza bello. Il potere di adesso- l'autore e' Eckhart Tolle.

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    1. Non conosco questo libro. Che vuoi dire "è come portare l'acqua al mare"? Ti sembra inutile?

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    2. Con questo solo penso che, questo libro possa essere conosciuto bene, quindi non e' molto utile lo citare. Solo una speculazione.:-) Io ho letto questo libro circa cinque ani fa. Secondo me puo' essere molto utile.

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  2. Perché' siamo molto spesso come i burattini?
    Abbiamo molti preoccupazioni, soffriamo a causa di opinioni dei altri. Perche' il nostro 'cuore' non e' libero....

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    1. E come facciamo a liberare il cuore?

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    2. Forse accettando se stessi e dopo lavorando per gli altri...
      Essere contento con quello, che cosa gia' ho. ????:-)

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    3. Beh l'Hygge dice proprio questo: cercare la felicità dentro di sé in primis, ma anche con le persone che abbiamo vicino. Ho letto però anche una critica a questa filosofia di vita. In questo articolo una donna affermava che l'Hygge altro non sia che il riflesso, nella sfera privata, del nazionalismo a livello statale. Pare che in Danimarca gli stranieri vengano accusati di distruggere i valori e le tradizioni nazionali, come appunto l'Hygge. Secondo me questa lettura è molto forzata. Tu cosa ne pensi?

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    4. Io non ho l'esperienza propria con quell oggetto, che e' critizato nella quella critica. Nel mio paese l'hygge esiste anche ma non ha i carettere nazionalistico, perche' i cechi non sono nazionalisti grandi. Penso che sia molto buono quando la gente si incontrino, parlino insieme. Per la famiglia e' molto importante che mangino tutti insieme, anche le feste con gli amici, le amiche. L'atmosfera la' molto dipende dal carattere delle persone. Sul livello spirito-filosofico non e cattivo andare in se' stesso, e' scritto "Conosci te stesso",anche fare le cose che mi piacciono,avere il luogo dove sono felice, "ma poi e' neccesario uscire verso altri"-non essere chiuso, non essere un'edonista.

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