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Ragazze mi confessano di voler fare le tradwives

 Nell'ultimo periodo il movimento delle tradwife continua a crescere e, come ogni trend che diventa popolare, attira anche molti osteggiatori. Alcune critiche comunemente rivolte alle YouTube e content creators che si autodefiniscono tradwives sono:

- Non sono vere tradwives, ma donne con un lavoro ben specifico, ossia creatrici di content. Hanno un lavoro creativo e imprenditoriale e non sono affatto casalinghe sottomesse e senza soldi. 

Questa critica viene, però, smantellata da alcune tradwives stesse, che affermano di non guadagnare molto dal loro "lavoro" e, sicuramente, di non avere un'autonomia economica. Oltretutto il loro scopo è quello di promuovere questo stile di vita, ma logico che, nel promuoverlo, devono creare dei content e che alcuni content sono studiati prima e montati. 

- Scegliere di fare SOLO la casalinga potrebbe causare molti problemi, in futuro alle donne. 

- Il lavoro casalingo è un lavoro a tutti gli effetti, ma chi lo svolge non riceve né una paga né dei contributi pensionistici.

Questo, però, non è del tutto vero, perché le casalinghe hanno un uomo che le paga indirettamente, ossia il marito. Quindi sì, lavorano a casa e sì, qualcuno le paga mantenendole, e inoltre non è del tutto esatto dire che non avranno una pensione, in quanto nel corso della vita possono mettere da parte dei risparmi e, inoltre, spesso godono della reversibilità pensionistica, essendo che gli uomini spesso muoiono anche prima, proprio a causa di ritmi più frenetici e lavori più usuranti e pericolosi. 

Al contrario, invece, diverse ragazze e persino donne mature mi hanno scritto che vorrebbero fare le tradwives, oppure che, in anzianità, hanno capito che lavorare tutta la vita a tempo pieno non è stata la scelta più azzeccata per la propria felicità e che, se tornassero indietro, non lo rifarebbero e probabilmente si unirebbero al movimento. 


Alcune ragazze mi hanno scritto di sentirsi sollevate dall'aver scoperto questo movimento, di sentirsi meno sole e di non essere bislacche nel desiderare di essere "solo" una casalinga e prendersi cura della casa e dei figli.

Siamo infatti approdati ad una cultura così alienante che una cosa che un tempo era istintiva per le donne, ossia l'essere orientate alla casa e alla famiglia, è diventato quasi un qualcosa di cui vergognarsi. 

Mi viene poi da ridere quando le detrattrici peggiori del movimento sono ragazze occidentali brutte e arroganti che, in realtà, non dovrebbero temere il movimento, perché dubito che un uomo sano di mente sarebbe genuinamente attratto da loro. Queste ragazze possono solo sfottere e osteggiare il movimento, mentre migliaia di ragazze, al contrario, si uniscono ad esso e convolano a nozze con ragazzi tradizionali. 


Ora, dite ciò che volete, ma ragazze come Costanza Polastri non è esattamente ciò che un trad-husband in ogni cado cercherebbe e non si tratta solo di estetica, ma anche di comportamento. Ho guardato il suo video sul movimento tradwife e, sinceramente, ho notato molta arroganza ed "entitlement". Soprattutto ignorano che ci sono ragazze che non provengono da famiglie così benestanti da mandare le figlie a studiare in Inghilterra, ad esempio, e che ogni giorno milioni di donne lottano col precariato e non hanno tempo di ridere davanti a dei video. Se per queste ragazze il matrimonio è un modo per migliorare la propria vita, ben venga, perché no? Del resto lo si è sempre fatto. E poi sono ragazze che, in fondo, si prendono anche cura di un altro, un uomo e dei bambini. Ma questo persone specchio di una società puerile e super-individualista non lo può comprendere. 

COME LA STORIA IMPATTA SULLE RAGAZZE DELLA GENERAZIONE Z.

Il movimento tradwife, che, a onor del vero, è ancora poco conosciuto in Italia (ma che, spero, si diffonda in maniera più capillare) attecchisce soprattutto fra le giovani della generazione Z e, in modo più limitato, fra le millennial. Dunque non è un movimento di nostalgiche nonnine, bensì un trend giovanile. 

Avendo la cosa colpito i sociologi, sono subito partite le ricerche sulle cause del fenomeno. Queste hanno rivelato che la generazione Z ha subito, psicologicamente, gli eventi sconvolgenti dell'ultimo decennio. Dalla crisi economica del 2008, al diffondersi di internet - e, quindi, alla scomparsa di molti lavori - passando per il covid, fino alla guerra in Ucraina e l'inflazione. 

Le giovani donne della generazione Z e, in parte, le millennial, ricercano sicurezza e stabilità che il loro ambiente natio non offre più in maniera così scontata. Trovare un lavoro che garantisce la libertà finanziaria è sempre più difficile, richiede sempre maggiori qualifiche, maggiori sforzi, maggiore competitività, pressione che molte ragazze non reggono e che, soprattutto, non riescono a far conciliare con l'avere una famiglia, che poi è il vero sogno di molte che aderiscono a questo movimento.

Personalmente non credo che sia un trend inteso per scomparire nel breve periodo, credo anzi che rifletta il cambiamento. Chi è davvero vintage è chi non l'ha ancora capito, gente come la Polastri per intenderci. 

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