Ogni tanto mi capita di aprire internet e leggere commenti da parte di miei connazionali che sembrano completamente disconnessi dalla realtà. Leggo, per esempio, commenti aggressivi contro le immigrate provenienti dall'Europa dell'Est, additate come "meno emancipate" delle donne italiane, venute qui alla ricerca di un pollo da spennare e, in generale, con idee tali che riporterebbero la situazione delle donne italiane agli anni Cinquanta. E, ogni volta, mi domando se questa gente ci è o ci fa. Perché la realtà è che le donne italiane spesso sono pure meno emancipate delle est europee. Ma andiamo con ordine.
Cominciamo dalla sfatare un po' di miti.
IN ITALIA -> FEMMINISMO INCOMPIUTO E PARZIALE
Partiamo dal primo punto. Vi è sempre una certa differenza tra il dire e il fare e, quando si parla di emancipazione femminile in Italia, la differenza diventa assordante.
Nonostante la narrativa (nuovo termine wokizzato che è andato a sostituire la vecchia parola "propaganda") italiana si sia incanalata nelle direttive europee e quindi, almeno a chiacchiere, l'Italia sia un Paese femminista, i numeri REALI raccontano una situazione ben diversa, non solo in Italia a dirla tutta, ma partiamo da qui, dove la situazione è alquanto grave.
Francamente sono scioccata dal fatto che le donne che ci vivono in Italia e che sono attive online nei commenti sembrano non rendersene conto. Personalmente sono giunta a conclusione che si tratti molto spesso di profili bot, o di utenti femmine provenienti da contesti particolarmente privilegiati: ad esempio, dalle cittadine industriali del Nord, dove molte di loro magari hanno ereditato un'azienda a conduzione familiare e fanno le "executive chiefs" presso tali ditte, o da altri contesti privilegiati in cui l'accesso a istruzione di qualità e a servizi all'infanzia sono disponibili, soprattutto se si dispone di liquidi (cash di papino). Di casi così, per quanto ridicoli e imbarazzanti, in vita mia e online ne ho incontrati parecchi e sono, ancora una volta, ridicoli. 🤮
Tuttavia, questa realtà non rappresenta affatto tutto il Paese.
In Italia permane un gap enorme fra Nord e Sud, e, a sua volta, fra città e campagne. Secondo alcuni studi, analizzando i dati del solo Sud, emerge che, se questo fosse un Paese a parte, non rientrerebbe nemmeno fra i Paesi del primo mondo (inteso come categoria di Paesi ad economie avanzate e industrializzate), quanto piuttosto fra i Paesi in via di sviluppo. Basta spegnere per un attimo "Uomini e Donne" e fare qualche lettura seria per rendersene conto.
NUMERI MANIPOLATI
Per far quadrare i conti e per sostenere la narrativa dominante, il governo (non solo quello italiano, a onor del vero) semplicemente manipola i dati.
Nello specifico, quando si parla di femminismo ed emancipazione femminile, il tasso di occupazione viene conteggiato escludendo le persone inattive, ossia coloro che, scoraggiate dal mercato del lavoro odierno od oberate dalla mole di cura domestica, hanno semplicemente rinunciato persino a cercare un impiego.
Inoltre vengono conteggiate come occupate anche le donne che lavorano pochissime ore a settimana, mascherando un gender gap reale assai più ampio di quello raccontato dai media ufficiali.
Prendiamo il caso della mia regione. Secondo ChatGPT, le donne disoccupate sarebbero solo 19.000, una cifra che sembra assurda e degna di una regione altamente femminista ed emancipata. Ma, basta riformulare meglio la domanda, chiedendo anche la percentuale delle donne inattive, che la situazione cambia radicalmente-> ora risulta occupato solo il 47% delle donne di età compresa fra i 15 e i 64 anni, quindi meno della metà delle donne.
Quasi la metà delle donne, infatti, non cerca nemmeno più un lavoro, mentre le disoccupate alla ricerca attiva di lavoro, quelle che non hanno ancora gettato la spugna, loro sì che sono pochissime. Inoltre i dati statistici non rendono conto dell'alta percentuale di gente che emigra. Spesso la contrazione della disoccupazione, sbandierata a turno da vari governi, è dovuta non al fatto che molti disoccupati abbiano trovato un lavoro (per di più stabile e ben pagato), ma al fatto che siano emigrati. 😂
Analizzo quindi altre regioni del Mezzogiorno e del Centro e percentuali analoghe vengono registrate in: Basilicata, Campania, Umbria e Puglia. Faccio notare che non ho analizzato tutte le regioni d'Italia, ma immagino che percentuali analoghe vengano registrate in tutto il Sud e in ampie zone del Centro e forse persino del Nord rurale.
LE VERITÀ NASCOSTA
La verità, dunque, è che, in molte zone d'Italia, un buon 40-47% delle donne in età lavorativa non ha un lavoro. Fra coloro che lavorano, molte lavorano part-time, con contratti a tempo determinato o poche ore a settimana. I redditi reali delle donne, insomma, non fanno pensare affatto ad un Paese di donne economicamente emancipate.
Tuttavia, quei pochi progressi che si sono registrati a livello legislativo (ad esempio quote rosa nel settore pubblico e nel management delle grandi industrie, in un Paese, però, dove oltre il 98% delle attività sono microimprese) sono stati sufficienti a far schiumare di rabbia i maschilisti, che ora chiedono anche l'arruolamento delle donne in caso di guerra o la cancellazione del diritto al mantenimento dopo il divorzio. Attenzione-> tutto ciò in un Paese che non può assolutamente permetterselo, dove le donne non sono ancora pienamente emancipate! E qui viene la parte tragi-comica: se le donne italiane fossero un minimo meno ignoranti e più consapevoli, si renderebbero conto che l'Est Europa, in realtà, presenta tassi di occupazione femminile più elevati di quelli italiani e servizi di assistenza all'infanzia e congedi di maternità molto più capillari e avanzati di quelli presenti nella nostra penisola. Ma l'ignoranza, si sa, permette ai governi di avere masse di citrulli facili da manipolare e raggirare.
Vero, gli stipendi in est Europa sono più bassi che da noi (ma si stanno progressivamente allineando) e molte donne ucraine, russe e moldave si spostano in Italia per lavoro, business o per scappare dalla guerra e, talvolta, si innamorano di uomini del posto. Ma, vi assicuro, dopo un po' di tempo che vivono qui, magari pure insieme ad un uomo italiano, mi paiono ben poco felici e soddisfatte. Alcune tornano nel loro Paese, altre si adattano e fanno buon viso a cattivo gioco.
Sui social, ad esempio, da alcuni commenti da parte di donne ucraine intuisco che anche per loro la ricerca di lavoro stabile e ben pagato è molto difficile e, dopo la nascita di un figlio, anche loro hanno difficoltà a chiudere il cerchio e riuscire a conciliare vita privata e lavoro.
Poi arrivano quattro galline che hanno ereditato il ristorante o il bar dai genitori o che sono nate in famiglie molto benestanti dei Parioli o da milanesi che possiedono dodici case in affitto, che ci vengono a raccontare che le donne italiane sono emancipate e che le slave sono spenna polli. Bah!
Ed ecco il vero problema del femminismo e, più in generale, del wokismo e delle politiche progressiste contemporanee-> sono guidate e promosse da una categoria di persone che appartengono alle élite economiche urbane, le quali non hanno proprio idea di cosa succeda nelle campagne, nelle regioni più agricole e meno sviluppate dei Paesi in cui vivono (il problema non è solo italiano) o, molto banalmente, di cosa succede presso il ceto lavoratore. Hanno perso di credibilità e la gente ha smesso di votarli perché non si sente più rappresentata.
I lavoratori ora votano a Destra, perché le Destre mettono a capo del loro partito o comunque ai vertici ex cameriere figlie di madri single (Giorgia Meloni), ex ragazzi poveri degli Appalachi (JD Vance), ecc. ecc.
PERCHÉ IL TREND DELLE TRADWIVES È MOLTO PIÙ REALISTICO DEL FEMMINISMO ESTREMO
I MAGA tengono conto di dati REALI e spesso NASCOSTI dai governi, come, ad esempio, quelli sull'uso di antidepressivi da parte delle donne -> in aumento anno dopo anno. Nonostante i progressisti di destra e di sinistra ci abbiano raccontato per anni di come le casalinghe degli anni '50 americane fossero depresse e abusassero di alcolici e ansiolitici, omettono di dire che le donne di oggi "emancipate" ne utilizzano in realtà molti di più, soprattutto di antidepressivi e farmaci psichiatrici.
I MAGA tengono conto del fatto che queste donne economicamente vulnerabili devono comunque vivere in qualche modo e che, rieducando gli uomini a fare di nuovo i provider, queste donne avranno almeno la possibilità di trovare stabilità economica e sociale tramite matrimonio, si spera con un uomo adeguato, educato a fare da fornitore e protettore e a rispettare le donne, a cominciare dalla moglie, per passare alla madre, alla nonna, alle figlie femmine, alle vecchiette per strada e poi a tutte le donne, dato che sono "il sesso debole". Infatti, fino a che non muta il sistema economico, la piena occupazione di uomini e donne insieme è semplicemente impossibile, a meno che non vogliamo calcolare qualche lavoretto da 200 euro al mese come occupazione.
E quindi ben vengano i MAGA, ben venga il loro realismo, i loro numeri non ritoccati, la loro visione del mondo non ideologica, ma ancorata alla realtà, la loro consapevolezza che gli Stati Uniti e le altre economie occidentali sono in declino in seguito a globalizzazione e ripetute crisi economiche!
Ben tornati REALISMO E BUON SENSO. E più vedo gente delle elite urbane rosicare e più godo. Godo perché finalmente ho trovato un movimento che sento rappresentarmi davvero. Un movimento che non ripete più : va tutto bene, sei tu che sei negativa! Bensì un movimento che dice la verità: tu ci vedi benissimo, l'economia moderna è un disastro e ci sta tutto che le donne occidentali contemporanee (millennials e zeta) siano "sparafleshate", isteriche, insoddisfatte e ansiose; ci vedi beni, l'ansia e la depressione sono davvero aumentate in Occidente, ci vedi bene, il femminismo è un guscio vuoto di retorica che in alcuni casi sta facendo, nel complesso, bene a poche persone e male a tante, e così via, e vai benissimo anche se vuoi tornare agli anni Cinquanta americani, anzi, fai bene ad avere una visione rosea di quegli anni, perché sono stati davvero il top! E vogliamo fare in modo di riportare le lancette dell'orologio indietro a quell'epoca, togliendo il potere a queste elite deliranti di boomer e figli di papà.
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