Quella rosicata sulle donne russe e ucraine

 


Era l'estate del 2010 o giù di lì. La crisi economica bussava alla porta dello Stivale, i lavori reperibili in giro per una ragazza di circa 20'anni erano tutti lavoretti da cameriera ai lidi sottopagati, ammesso di trovarne uno, e io ero una ragazza alta e magra che camminava sul lungomare insieme alla mia compagna di banco. Avevo una relazione con un mio compatriota, ma mi sentivo frustata: mentre io amavo gli ambienti internazionali e le cucine esotiche, il tipo era di mentalità chiusa, sospettava gli stranieri e odiava - sì, credo che fosse proprio odio - gli slavi, soprattutto i maschi russi. Con neri e latinos era abbastanza amicone, ma con gli slavi apriti Cielo proprio! Al massimo gli potevano andare bene le slave, ma solo se italianizzate e più solari del prototipo medio. 

E, manco a farlo apposta, proprio quell'anno avevo fatto amicizia con una ragazza russa di una famiglia molto benestante proveniente da Mosca, e lei mi aveva introdotta un po' alla cultura russa. La sua era una famiglia abbastanza tradizionale, padre che guadagnava bene, madre istruita ma casalinga per scelta. La loro casa mi piacque subito, era pulitissima e accogliente, con un bel parquet lucido. Ovviamente al mio ex stava sulle palle tutto ciò, e, insieme al ragazzo italiano della mia amica russa, si erano messi a prendere in giro gli uomini russi che spendono belle cifre per le automobili, rigorosamente SUV, meglio se molto grossi, molto neri e con i vetri oscurati in stile mafia. 

Ma torniamo a quel giorno. Quel giorno in cui ebbi LA rivelazione. 

Quel giorno passeggiavo per il lungomare della mia città universitaria, quando finalmente io e la mia amica arrivammo a destinazione. Accanto a noi, sotto il sole cocente di metà Luglio, passò ad un tratto un gruppo di turisti russi o ucraini: donne ciccione e appariscenti, uomini che a me parvero molto attraenti, o comunque tanto virili: alti, biondi, forti. Nonostante le loro donne fossero, uhm, un filino sovrappeso (🤌🏻) e non di certo delle fotomodelle, questi uomini le trattavano come se fossero delle dee: portavano per loro sedie a sdraio, borsoni pesanti e borse frigo, mentre le "leggiadre" fanciulle sfilavano a mani libere, o occupate giusto da qualche bambino, sotto la palma in ultima fila riservata alla Russia.

 Dopodiché il finale era già noto: presto gli uomini, dopo essersi bevuti due birre a testa e aver parlato di lavoro fra di loro,  avrebbero mollato le loro mogli insieme ai figli al mare per un mese o due, con i loro macchinoni neri acquistati con i di lui soldi, e sarebbero tornati a lavoro per sfamare per un altro anno le loro Veneri di Botticelli XXL. 

Mi lasciai sfuggire alla mia amica la frase:<<Te l'immagini avere un marito russo anche noi?>> (Forse erano ucraini, non lo so). Lei storse il naso. <<Un russo?>> Manco avessi detto una bestemmia. E io pensai:"Sì, un russo, RUSSO, un bell'orsone biondo o castano che ti regala un suv nero e ti permette di fare la casalinga e ti molla al mare per due mesi insieme ai vostri 3 figli".

E lì capii. Stavo ROSICANDO. E di brutto. 

Io ero italiana, quindi avevo zero possibilità di conoscere un russo, dato che stanno sempre fra di loro, e, nonostante fossi alta e in forma e mi mettessi sempre i tacchi, mi sarei dovuta accontentare di un Mario mai pronto per il matrimonio, infantilizzato, calvo a 25 anni, che non sa cosa sia la galanteria, del tipo "avete voluto la bicicletta dell'emancipazione femminile? Ora pedalate". Odiatore degli uomini russi, forse per compensazione (non sono bravo a fare il provider e il maschio alfa, quindi odio chi ci riesce).

E invece due Natashe ciccione avevano la vita che volevo avere sotto i miei occhi, con dei veri uomini, e magari poi si sarebbero anche lamentate con qualche amica italiana dei loro uomini russi sessisti e arretrati, che non permettono loro di sgobbare come cameriera ai lidi o cassiera all'eurospin come si usa nell'egalitaria Europa, ad alzare casse di zucchine e meloni per poche centinaia di euro al mese, come faceva un'altra mia amica in quel periodo. Eh già. Che brutto sposarsi invece con un alfa chaddone slavo con un lavoro vero e la mentalità giusta per fare il marito altruista, e non il coglione che spende i primi stipendi per sé stesso. 

Queste povere russe oppresse dal patriarcato, che si potevano vestire in maniera femminile senza essere stalkerate, che potevano fare le femmine trad casalinghe spiaggiate per due mesi sull'Adriatico, con i loro bei cappelli di paglia, o andare in giro a fare giusto 4 ore di pulizie a settimana per pagarsi botox e manicure, e poi vedersi con Katerina Gallilina, la soprana sposata con l'ingegnere petrolifero di San Pietroburgo, o con Pavlina Nikotina, la moglie dell'atleta ucraino che vive in palestra dove il marito è anche il suo personal trainer, ma lo segue nelle trasferte intorno al mondo, quando non sono obbligati dagli eventi a fare una piccola deviazione per Leopoli. 

E io invece, tipo Calimero, a dovermi subire i discorsi sul femminismo, la non oggettificazione delle donne e l'odio del mio ex verso gli slavi e verso le donne, mangiando una pizza in qualche bettola insieme ai suoi amici, ad esempio Alessandro Tanfodaglio che parla solo di figa e di calcio, e la sua ragazza Mariangela Psicoangela, che faceva la shampista, guidava una macchina da 500 euro scassata e odiava tutti, ma soprattutto i ricchi (comprensibilmente) che potevano fare le ferie all'estero. 

Ora capisco che stavo ROSICANDO. 

Ma sapete, rosicare fa bene, entro certi limiti. È moralmente ignobile, tuttavia ci fa capire cosa vogliamo veramente e da quali situazioni vogliamo invece scappare. E, una volta che lo capiamo, sappiamo qualcosa in più su noi stesse e anche cosa cercare o quali occasioni afferrare, se dovessero capitare. 

Convinta che non avrei mai conosciuto un uomo ucraino o russo e che non avrei mai potuto avere la mia vita da tradwife slava dei miei sogni, sopportai il mio ex ancora qualche anno, ma poi venne il giorno che ne ebbi abbastanza e finalmente lo mollai. E sapete cosa avvenne qualche giorno dopo? Giuro, GIORNO, non MESI, non ANNI, ma GIORNI? Conobbi un ucraino trad, miracolosamente ancora single e miracolosamente che parlava italiano. E che mi ha anche portato nella sua città in ferie e comprato un mini suv nero, dopo che le mie due amiche russe si sono fatte comprare due macchinoni nuovi a giro. Per altro ho anche amiche ex URSS che sono atlete, designer e cantanti. Quindi mai disperare, ogni tanto una stella cometa passa. 

Spero di avervi dato un po' di speranza, pulzelle. So che in quest'epoca è praticamente censurato sognare il principe Azzurro che ci salva (o slava), anzi, ora vanno di moda i Principessi da salvare, ma guardate che capita anche qualche miracolo ogni tanto.  Abbiate sogni anche in ambito romantico e non fatevi fregare. E ricordate: se non vi regala l'anello non tiene a voi. Non importa quante palle vi potrà raccontare. 👋🏻



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