Vi siete mai chiesti perché si sente sempre parlare di donne dell'est che stanno insieme a uomini occidentali, ma mai di coppie al contrario, dove lui è dell'est e lei di un Paese occidentale? Molte persone, in effetti, sono arrivate persino a domandarsi se questo tipo di coppia esista davvero, dato che è così poco discusso da sembrare più rara di un unicorno.
Eppure esistiamo, e, negli anni, ho trovato diversi esempi di coppie così composte: coppie dimenticate, relegate nell'invisibilità. Non a caso, però: c'è una scelta pensata dietro, uno schema. Semplicemente la narrativa occidentale ha deciso volutamente di ometterle e di fingere che non esistano.
Benché sia vero che è molto più frequente il matrimonio fra una donna slava e un uomo occidentale, coppie al contrario esistono eccome, ma non trovano spazio nei media e nei racconti propagandistici. Perché sì, il punto è proprio questo: anche noi occidentali ricorriamo alla propaganda nei confronti dei popoli non occidentali, e i popoli slavi, soprattutto gli ucraini, i russi e i bielorussi, rientrano appieno fra i popoli classificati come non occidentali.
Se l'omissione è volontaria dunque, e non frutto di sbadataggine, viene comunque da chiedersi il perché. A chi, e perché, questo tipo di coppia dà fastidio? Oggi parlerò proprio di questo e, se siete curiosi, continuate a leggere.
SUPREMATISMO OCCIDENTALE
Il primo gruppo ideologico che viene colpito al cuore dalle coppie "Lei occidentale, Lui dell'Est" è quello dei suprematisti occidentali.
Nonostante la recente ondata di wokismo, l'idea implicita che impera tutt'ora in Occidente è che l'uomo occidentale sia moralmente, culturalmente ed economicamente superiore ai modelli di uomini non occidentali, e quindi più desiderabile. L'apice della catena alimentare.
In questo contesto si capisce che dare risalto a racconti di donne occidentali che addirittura DESIDERANO conoscere e avere relazioni con uomini non occidentali, perché ne apprezzano determinate qualità assenti nella nostra cultura, rompe questa narrativa di superiorità universale.
Per i suprematisti occidentali (spesso inconsci) l'idea che altri uomini siano altrettanto o persino più desiderabili di loro dalle loro stesse donne è l'equivalente di uno schiaffo in faccia o di un (gelido) bagno di umiltà. Poco importa se si tratta di donne occidentali che preferiscono uomini arab, latini o cinesi o slavi. Il fatto che questi ultimi siano cristiani ed europei non li salva poi così tanto dalle idee suprematiste occidentali, in quanto la loro visione dei ruoli di genere e della coppia è ancora abbastanza diversa - per fortuna! - dalla concezione occidentale.
La coppia Lui italiano Lei slava viene digerita molto meglio dal pubblico, perché conferma una gerarchia culturale e razziale radicata nella società e nell'inconscio occidentale: analogamente alla retorica della donna musulmana che si sposa con un italiano e si salva dall'oppressiva cultura d'origine, allo stesso modo la donna slava viene percepita e narrata come salvata dall'uomo patriarcale slavo da un principe azzurro occidentale.
Quando avviene l'opposto, la retorica cambia: l'evento ferisce il narcisismo sociale occidentale e ristabilisce un livello più egalitario nelle relazioni est-ovest-> anche gli uomini est europei sono desiderabili. Non siamo poi così superiori.
I MASCHILISTI E LA REDPILL
Sorprendentemente, poi, questo tipo di coppia è malvisto anche negli ambienti maschilisti. Ciò potrebbe sembrare contraddittorio, dato che in fondo gli uomini slavi sono noti per essere più tradizionali nei ruoli di genere degli uomini occidentali. A volte mi sembra quasi che gli uomini est europei e arabi suscitino ammirazione nei maschilisti occidentali, ma questo è un giudizio molto superficiale.
Ecco il punto: il fatto che alcune donne occidentali SCELGANO uomini da una parte del continente meno ricca smonta la narrativa maschilista sulle donne che cercano solo status e soldi in un uomo. In altre parole, questo tipo di coppia smonta i pilastri stessi della redpill e costringe gli incel a fare autoanalisi: se le donne non sono tutte gold-diggers superficiali e materialiste, gli incel sono costretti a uscire fuori dalla loro bolla vittimistica e analizzare lucidamente ciò che non va in loro: il problema insomma non sono le donne che sono materialiste e cattive, ma loro come singoli individui. Le ragioni del perché vengono scartati dalle connazionali non sono economiche e non hanno a che vedere col femminismo, ma sono da ricercare in difetti caratteriali o estetici (o entrambe le cose).
Inoltre molti membri della redpill e di altri filoni maschilisti occidentali sono a loro volta suprematisti occidentali, che non vedono gli uomini di altre culture al loro stesso livello, e, pertanto, non possono concepire che uomini di altri popoli possano essere tanto desiderabili quanto gli uomini occidentali.
ALCUNI FILONI FEMMINISTI-PROGRESSISTI
E non sono solo i maschilisti ad essere colpito quando una donna occidentale sceglie un uomo non occidentale, ma anche le femministe.
In questo caso la ragione è più intuitiva: il fatto che alcune donne occidentali SCELGANO uomini di culture più tradizionali e si dichiarino felici e loro agio, o addirittura protette all'interno della loro nuova cultura, smonta completamente la narrativa femminista secondo la quale le donne sono sempre vittime oppresse e solo una società molto progressista come quella occidentale tutela le donne e ne garantisca la felicità, la sicurezza e la libertà.
Eppure molte donne occidentali che hanno relazioni con uomini slavi mi scrivono:<<Con loro mi sento veramente protetta e sostenuta. Con gli occidentali, nonostante le belle parole sul femminismo e sui diritti delle donne, concretamente ho percepito una distanza emotiva molto superiore, freddezza e superficialità nei rapporti umani. >>
Immaginate lo smacco: la narrativa ufficiale descrive l'uomo slavo come più patriarcale e quindi più o meno come l'archetipo del maschio oppressore. Ma una donna occidentale obietta: <<Oddio, non mi sembra che sia proprio così. In realtà in quella cultura gli uomini si fanno un mazzo tanto, campano in media dieci anni meno delle donne e risultano molto più seri e responsabili all'interno della coppia, soprattutto se messi a confronto con i nostri irresponsabili bamboccioni che non vogliono mai sposarsi e usano il femminismo come una scusa per scaricare le responsabilità sulle donne. >>
Se a tutto quanto detto sopra la donna occidentale sceglie anche di restare a casa e fare la casalinga, le femministe iniziano a schiumare di rabbia. Infatti la donna occidentale in questione viene percepita come traditrice, oppressa, manipolata o comunque non in linea con la retorica femminista. Diciamolo: la libertà di scelta è ok a parole, ma solo se la donna in questione sceglie "nel modo giusto". Se sceglie "alla maniera tradizionale" dev'esserci qualcosa di torbido sotto.
COMUNITÀ SLAVE TRADIZIONALI
Anche da parte slava la scelta di un uomo slavo di stare con una donna occidentale potrebbe essere malvista. Lui potrebbe essere visto come poco tradizionale, o come qualcuno che si sta allontanando dalla cultura natia per diventare straniero in casa.
LE STESSE DONNE SLAVE
Ultimo punto. Una povera Crista appassionata di cultura slava e che preferisce gli uomini est europei potrebbe trovarsi a ricevere, nel corso degli anni, molte domande curiose, morbose o anche sgarbate da: femministe, maschilisti, suprematisti occidentali/italiani, ma anche dalle stesse connazionali del marito.
Infatti una donna italiana che dichiari di preferire uomini ucraini o russi o polacchi agli italiani /occidentali potrebbe inizialmente destare una reazione positiva nelle di lui connazionali, che sentono apprezzata la propria cultura e stimati i propri uomini. Ma potrebbe - e capita spesso - anche generare competizione femminile e confronto più o meno inconscio-> "Cos'ha lei che io non ho?".
Anche la libertà di scelta della donna occidentale può scatenare sentimenti contrastanti nelle donne slave-> lei può scegliere anche un uomini di Paesi più instabili del suo e non rischiare niente, perché proviene già da un Paese ricco e sicuro, mentre le donne ucraine devono spesso scegliere il partner facendo anche valutazioni di tipo economico-pratico e non solo sentimentale.
Ma attenzione! Le donne slave sono scoraggiate dall'essere apertamente aggressive o dal mostrare apertamente la loro gelosia, per cui la loro reazione difensiva sarà: ironia, sarcasmo, pettegolezzi alle spalle della donna straniera.
Purtroppo - e ciò che sto per scrivere è tristissimo - dietro le scelte sentimentali delle donne ucraine, moldave, russe e di altri Paesi spesso si cela una scarsa possibilità di scelta.
Il welfare in Ucraina è praticamente inesistente;
Gli stipendi sono bassi;
Vi è un contesto di guerra, le persone più ricche riescono ad evitare di essere arruolate pagando tangenti o uscendo fuori dal Paese, mentre i poveri rischiano di più di essere arruolati o di non avere risorse per lasciare il Paese, e morire al fronte o fra le vittime civili;
Molto lavoro è in nero o instabile. Dunque la famiglia è l'unico vero welfare sulle quali le donne ucraine possono fare affidamento.
In questo contesto, molte donne ucraine subiscono una pressione sociale e familiare immensa per sposarsi, soprattutto con un buon (=benestante) partito. Ma magari queste donne desidererebbero un altro uomo. Magari sono innamorate anche loro di un Oleg qualsiasi, il muratore della campagna di Poltava (città a caso), come è capitato ad una mia amica italiana. Ma si rendono conto che Stefano da Reggio-Emilio, anche se bruttino o noioso o arrogante, offre loro la possibilità di lasciare un Paese in guerra e pieno di problemi economici e sistemare tutta la di lei famiglia. Da qui un certo risentimento per chi è percepita come più privilegiata e più ammortizzata dal contesto sociale in cui vive.
E qui il cerchio si chiude. Una donna slava di un Paese particolarmente impoverito e scombussolato dalla guerra o da altri eventi negativi che si mette con un uomo occidentale conferma una precisa narrativa: la cultura occidentale è superiore, l'uomo occidentale è più desiderabile.
Una donna occidentale che si mette con un uomo slavo non si inquadra nei loro discorsi semplicistici. Smentisce il fatto che le donne valutino molto i soldi e lo status. Smentisce il fatto che gli uomini non occidentali non abbiano qualità desiderabili. E smentisce il mito degli occidentali come civilizzatori: sorpresa, altri popoli sono già civilizzati, hanno solo un ritardo nello sviluppo economico, spesso causato da vicini geografici idioti o da governi che preferiscono investire in missili e carri armati anziché nello sviluppo della Siberia o nell'aumento di stipendi e pensioni.
E, in questo contesto, l'uomo occidentale potrebbe non essere poi un salvatore disinteressato (gli unici veri salvatori disinteressati secondo me sono i missionari e i volontari delle associazioni umanitarie), bensì degli approfittatori e dei compratori di donne a basso costo.
Per questo, a mio avviso, è necessario che i popoli slavi sviluppino un loro orgoglio nazionale e incomincino ad affrontare apertamente questi temi, per quanto capisco che abbiano problemi poi grossi da affrontare. Ma solo col recupero dell'orgoglio nazionale si può arrestare l'esodo di milioni di cittadini, per lo più donne e bambini, un esodo che non fa altro che indebolire le nazioni.
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