Bentornati sul mio blog e buon 2026. Vorrei iniziare il nuovo anno con un post più ottimista e poter affermare che le cose andranno sicuramente meglio nell'anno appena iniziato, ma so che non sarà così e ritengo che questo scenario ottimista sia utopico, per motivi semplicemente matematici.
In questi giorni, complice le festività natalizie, ho avuto modo di dibattere di attualità con alcuni miei parenti e uno di loro (manco a dirlo, un boomer, perché un millennial dubito che mi avrebbe mai fatto una domanda del genere) mi ha chiesto: - Ma perché hai così poca fiducia nella UE e la vedi come un'entità insignificante? -
La vera domanda è: perché NON dovrei vederla così? L'Unione Europea attualmente si presenta come un disastro disorganizzato, un circo dove avviene di tutto ma in cui i protagonisti sono sempre i clown oltre a qualche funambolo, con una banca centrale che fa gli interessi della Germania a discapito di economie più deboli e basate sui servizi come quelle del sud Europa, un'unione monetaria slegata da un'unione fiscale e uno spazio politico con 27 anime nazionali diverse, tutte col diritto di veto: un sistema che favorisce in pratica l'estorsione. Pensiamo a Orban che ricatta la UE di mettere il veto sulle sanzioni alla Russia se la UE non gli dà i soldi, o addirittura a dittatori esterni come Erdogan o Lukashenko, che chiedono soldi agli europei in cambio del trattenimento dei migranti al confine con il "limes" europeo. Sono atti di estorsione internazionale, e la UE, così complessa e burocratica, risponde in maniera goffa e lenta.
Ma c'è qualcosa di molto più inquietante che serpeggia all'interno della UE (e di molti altri Paesi capitalisti ad economie avanzate): lo spettro dell'invecchiamento della popolazione, alimentato da bassissimi tassi di fertilità delle donne locali. Tutti i Paesi europei invecchiano alla velocità della luce, e l'Italia, che assieme alla Bulgaria è uno di quelli messo peggio, rischia di dimezzare la propria popolazione entro la fine del secolo. Urrà? Beh, insomma. Vero che ognuno di noi avrà più spazio vitale, ma attenzione: un crollo della popolazione troppo rapido equivale anche ad un crollo dell'economia, soprattutto se, dei viventi, una buona fetta sarà rappresentata da anziani tristi, soli e malaticci, e, probabilmente, anche poveri.
E qui veniamo al mio punto principale, un tema sul quale mi solo da anni ma che giace inascoltato: le donne sono una risorsa troppo importante per essere messe a lavorare full-time. Sulle madri si regge il futuro di intere nazioni. Una donna è più necessaria come madre di tre figli che come segretaria o commessa. Non dico che alle donne debba essere vietato di lavorare, ma il femminismo semplicemente è andato così oltre che ha fatto credere alle donne che essere madri sia un impiccio, una perdita di tempo, insomma qualcosa si negativo. Uno spreco di tempo, di vita e di soldi. E il risultato è questo: natalità al collasso. Età media europea che si aggira intorno ai 50'anni. Ansia dei governi circa il futuro.
In realtà le donne sposate dovrebbero avere la possibilità economica di restare a casa e avere a disposizione tutele del governo e soldi extra, da aumentare all'aumento del numero di figli, e non trascorrere otto-nove-dieci ore al giorno al lavoro (più il tempo per il trasporto). Mi pare ovvio che una donna con diversi figli non possa anche lavorare full-time: sarebbe complicato persino in un Paese completamente socialista, figurarsi in uno capitalista come l'Italia. Oltre al fatto che è profondamente ingiusto chiedere alle donne di essere sia madri di molti figli che lavoratrici. Le donne non sono muli da soma e, dato che la maternità non viene abbastanza apprezzata e remunerata, mi pare ovvio che le donne semplicemente non facciano più figli. È ovvio, ma è anche sbagliato. Nessuna società può reggersi in piedi così, né tantomeno può prosperare.
Alcuni analisti ritengono che la situazione sia così grave che nel giro di pochi anni il rapporto degenti in ospedali e case di riposo e giovani impiegati nel settore di assistenza e infermieristico/medico sarà di 1:1. Interi settori economici rischieranno di non riuscire più a reperire personale per mancanza organica di giovani. Le merci prodotte da fabbriche super performanti resteranno in giacenza nei magazzini per anni, invendute. Il settore immobiliare crollerà repentinamente, con interi paesi in zone rurali che diventeranno "ghost towns" e con una conseguente calata a picco dei prezzi di case e affitti.
L'unica alternativa al collasso economico sembra essere l'immigrazione in massa dai Paesi in cui nascono ancora oggi molti bambini; ma, come per beffa, sono tutti Paesi che noi, dall'alto della nostra cultura europea (suicida), snobbiamo come arretrati: la Nigeria, i Paesi islamici e qualche Paese del sud-est asiatico. Gli europei? Rischiano di diventare un bel ricordo del passato. Una società e un pool genetico che ha deciso di fare harakiri.
In altre parole, la moderna cultura progressista unita al capitalismo sregolato degli ultimi decenni ci stanno portando all'estinzione. Ed ecco che, sebbene il mondo dell'industria gridi ai governi di aver bisogno di milioni di immigrati l'anno per rimpiazzare i decessi e contrastare l'invecchiamento della popolazione, l'elettorato europeo si sposta sempre più verso l'estrema destra, non perché siamo diventati di colpo nazisti come raccontano i venditori di frottole, né perché siamo filorussi (altro ciarpame intellettuale inventato ad hoc dalle opposizioni), ma perché siamo nativisti. Rigettiamo questo sistema economico e sociale che ci sta portando all'autoestinzione, questa ruota del criceto dove la politica e l'economia non sono più al servizio della persona, ma la persona è diventata un servizio dell'economia. Un sistema in cui le persone sono al servizio degli ingranaggi e non il contrario. Bisogna dire STOP: il sistema non è sostenibile.
Ironia della sorte, il futuro sembra appartenere proprio a quei popoli arretrati che non sono ancora stati contaminati dalla cultura capitalistica occidentale, paragonabile oramai ad un virus letale. Esso è stato esportato anche in due Paesi dell'Asia Orientale, ovvero Giappone e Corea del Sud, provocando il risultato che queste società sono le più vecchie e infertili del pianeta, assieme all'Italia. Quindi questo sistema è tossico.
E, quando parlo di importare gente da posti non occidentali, non parlo della Russia e dell'ex mondo comunista, anche loro vicini al collasso demografico, bensì di qualcosa di ancora più arretrato: l'Africa nera, il mondo islamico dove regnano ancora teocrazia e ignoranza. Questo sembra essere il futuro... sempre più nero. In tutti i sensi.
Capite la trappola. Ci hanno convinti che questo sia sbagliato, che sia meglio, per una donna, "emanciparsi" e smazzare otto o dieci ore su un posto di lavoro che odia, la stressa e la paga anche poco.
Ma l'unica soluzione per contrastare il disastro causato dalla mentalità "moderna" è importare questo:
Io mi domando: perché? Da quali asini siamo governati? Quale Satana si è radicato sullo scranno del potere in Occidente? Ma attenzione. Sebbene la Destra blateri di REMIGRAZIONE e di famiglia tradizionale, il governo della Meloni è colluso col sistema.
In Italia presto ci sarà un decreto flussi per regolare circa 500.000 immigrati irregolari, e non sarà questa la prima volta che un partito di Destra emana un decreto flussi. E, in aggiunta al danno, anche la beffa: il governo Meloni ha appena abolito "opzione donna", un'opzione che consentiva alle donne di andare in pensione qualche anno prima degli uomini, tenendo conto del fatto che le donne spesso sono sovraccaricate di responsabilità familiari e, una volta pensionate, di solito assistono i nipoti, aiutando i figli con forme di assistenza fisica o economica.
Rendiamoci conto di quanto sia ladro, bugiardo e bastardo questo governo "pro famiglia tradizionale"! Mente sapendo di mentire. Mente guardando in faccia gli italiani!
Quindi, dobbiamo agire diversamente. Prima di tutto dobbiamo capire per bene qual è il problema e, in secondo luogo, è ora di unirci ai cugini che protestano in Europa, scendere in piazza e chiedere una politica che sia davvero diversa e in rottura col passato. In alternativa siamo spacciati.
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